E TU AL LAVORO, SEI FELICE?

Nel 2023 abbiamo incontrato molte persone. Nei loro racconti c’era sempre un tema trasversale: la fatica sul luogo di lavoro.

E’ vero, ci sono stati periodi che sembrano quasi molto lontani: il pre-covid ed il dopo-covid.

Prima della pandemia mondiale, nessuno si sarebbe mai aspettato che un evento così catastrofico potesse colpirci. L’influenza che sterminò molte persone agli inizi del ‘900 era solo un vago (molto vago) ricordo mentre di altri eventi catastrofici come la peste da noi si ritrova solo il racconto nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.

Si è anche parlato di “ebola” recentemente, ma era così lontana dall’Italia che, per forza di cose, dovevamo essere immuni.

E invece immuni non siamo e quando ci siamo ritrovati chiusi in casa, in un limbo come se non ci fosse un prima o un dopo, in molti si sono trovati spaesati ma allo stesso tempo, immersi in una soluzione di silenzio, condivisione familiare, scenari diversi della quotidianità.

Sembrava che tutto poi dovesse cambiare. Il valore al tempo, alle relazioni, al lavoro di qualità, ci parevano dimensioni che finalmente potessero essere prioritarie.

Cosa è accaduto successivamente?

E’ come se ci fosse stata un’involuzione. Le persone sono tornate in fabbrica, in ufficio, in negozio ma qualcosa si è inceppato.

E la felicità? che fine ha fatto e che ruolo deve avere nella nostra condizione di vita, nella nostra routine lavorativa che ancora oggi occupa la maggior parte del tempo?

Sembra messa da parte dall’enormità dei problemi economici che abbiamo dovuto affrontare post-pandemia.

Eppure… eppure ne sentiamo tanto la necessità e le persone che si sono rivolte a noi ne erano in qualche modo alla ricerca.

Non tutto è perduto!

Coltivare la sensazione di essere felici al lavoro ha grandi ricadute di positività anche sui luoghi di lavoro stessi e (guarda un po’ ) anche sulla produzione (e questo messaggio è inviato a chi si occupa più del settore economico che non personale) e la felicità da individuale può trasformarsi in collettiva.

In qualche modo le persone che si sono rivolte a noi, singolarmente, ma anche gruppi di lavoro, ed aziende che hanno deciso di investire in una tematica così importante, hanno sentito la necessità e la voglia di mettersi in gioco.

Diciamo spesso “in gioco ma non per gioco”.

Sì perchè un investimento sulla felicità di noi stessi, dei nostri dipendenti, dei nostri collaboratori, non ha veramente prezzo e deve essere presa molto seriamente.

La felicità è intesa come uno stato di benessere che non deve essere sempre al TOP, tuttavia, tra alti e bassi, deve sempre essere presente nelle nostre esistenze.

Prendiamoci la responsabilità di essere fautori della nostra felicità anche al lavoro.

E se non sai come fare, chiedici come e saremo ben liete di accompagnarvi in questo percorso di scoperta.

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