π‹πš 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐚𝐩𝐚𝐜𝐒𝐭à 𝐝𝐒 𝐚𝐬𝐜𝐨π₯𝐭𝐨 𝐝𝐒𝐩𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐝𝐚π₯ 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐨 𝐝𝐒 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐒𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐑𝐞 𝐝𝐒𝐚𝐦𝐨 𝐚π₯π₯’𝐚π₯𝐭𝐫𝐨.

Questa capacitΓ  viene aggredita da molte distrazioni.

Tra le altre, quella con cui dobbiamo fare i conti sono i nostri smartphone.

Le relazioni sono filtrate da questo oggetto.

Molto spesso accusiamo gli adolescenti o i preadolescenti di dedicare troppo tempo al loro utilizzo. Allo stesso tempo anche gli adulti ne fanno un uso smodato, spesso filtrato da frasi del tipo: β€œeh, ma mi serve per lavoro”; β€œscusa, ma aspetto una conferma importante” e… aggiungete voi le giustificazioni che usate/usiamo ogni volta che, mentre parliamo con i nostri ragazzi e le nostre ragazze, ma anche con i nostri partner o amici, teniamo il cellulare a portata di notifica.

Le relazioni si costruiscono con il dialogo, gli sguardi, l’attenzione. Quando interrompiamo lo scambio il messaggio che arriva all’altra persona Γ¨: β€œnon sei abbastanza importante per me”

Emergono oggi gli studi effettuati da prestigiose universitΓ  sulle interazioni dell’utilizzo dello smartphone nei primi dieci degli anni Duemila.
Molte sono le considerazioni da approfondire.

L’ascolto, quello vero, passa anche dalla grande sfida odierna di spegnere il cellulare.
E voi? Come prestate il vostro ascolto? Vi lasciamo con queste riflessioni.

Join the Discussion

Your email address will not be published.